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MA BASTA I: Apriamo le danze - A cura di Giovanni Peli


Questa mania di pulire l’arte chiamandola professione: ma basta, non è una professione, anche se giustamente viene pagata, non è una professione, non c’entra nulla! Siate quello che siete, prendete i soldi come vi pare e basta!

Queste tre righe hanno inaugurato la mia celebre idea di scrivere i MA BASTA sul blog del mio sito personale. Ora si tratterebbe di spiegare un po' meglio. Avevo scritto, sempre tempo fa, una serie di PREFERISCO, tipo Ai commenti inopportuni preferisco funghi camuni, o Agli artisti pedanti preferisco pagamenti in contanti e altre cose così. Ma ora sono cambiato e come ho detto voglio scrivere una serie di MA BASTA. Non so quanto durerà. Forse molto. Il tema  è però quello delle tre righe d'esordio. 
Basta con questa ridicola storia del professionismo nell'arte. E basta anche con la falsa modestia degli artisti. Questa ridicola storia dell'artigianato nella poesia, nella musica. Basta. A me non interessa nulla di quanto preparato sia un artista, ben più interessante sapere quanto preparato sia per esempio un medico, o magari un avvocato. L'artista non deve dimostrare niente e deve avere PIENA COSCIENZA di essere un artista.
Basta con questa falsa modestia di Ah io non sono un'artista: allora non propormi, anzi impedisci al tuo maledetto ufficio stampa pagato da te stesso o da tuo nonno, di impormi (macché proposta!) la tua opera di artigianato.
La verità è che la maggior parte delle persone vogliono opere di artigianato indistinguibili fra di loro. Allora è come nell'antica Grecia, bene il vaso, chi sia l'autore non importa. Eh sì, magari: questi non artisti, questi artigiani della poesia cullati dai grandi editori, questi cantautori pallidi e barbuti col blason e dall'aforisma facile, hanno ben chiaro chi sono (o chi vogliono mostrare di essere -chi siano, dalle canzoni, non si evince). Hanno atteggiamenti studiati, hanno fatto un corso in Non prendersi sul serio. A me non piacciono mica tanto.

MA BASTA.