L'arrivo della Techno in Europa - A cura di Bianca Bosatra

Alla fine della seconda guerra mondiale, le potenze vincitrici, con gli accordi di Potsdam (1945), stabilirono come smembrare la Germania per prevenire la rinascita della potenza nazista. I territori tedeschi vennero così divisi e amministrati da Inghilterra, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica. Nonostante gli accordi avessero come obiettivo quello di mantenere la pace mondiale, gli anni che seguirono furono segnati dalla Guerra Fredda, che divise il mondo tra il blocco sovietico e l’occidente americano.
Berlino fu la città vittima e simbolo della Guerra Fredda, fu un luogo di oppressione e di divisione, tanto che per ben 28 anni la città fu separata da un sistema di fortificazioni, eretto nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961 dalla Repubblica Democratica Tedesca: il cosiddetto muro di Berlino, costruito per evitare la migrazione dalla parte Est, governata dall'Unione Sovietica, a quella Ovest della città e divenne presto conosciuto come la “striscia della morte”. Molte famiglie, amici e conoscenti si ritrovarono separati senza alcuna possibilità di contatto.

Nell’89, la debolezza politica della DDR e i flussi migratori dei tedeschi dell’Est attraverso l’Ungheria e la Cecoslovacchia stavano cominciando a far vacillare il muro. La spinta finale per la caduta definitiva venne offerta da un funzionario di nome Günter Schabowski del Partito Socialista della DDR che durante una conferenza stampa avanzò la proposta per la quale tutti i residenti della Berlino orientale potevano passare alla parte occidentale con uno speciale permesso e per errore affermò che la proposta avrebbe avuto effetto immediato.

In realtà la decisione avrebbe richiesto diversi giorni prima di poter entrare in vigore. Ma i berlinesi, che sentirono la notizia in diretta per radio, si precipitarono a chiedere il permesso: i due governi non riuscirono più a contenere i cittadini in festa e a controllare l'entusiasmo che invase le strade della capitale. Dopo 28 anni, 5.000 tentativi di fuga e oltre 900 morti uccisi nel tentativo di fuggire, sempre in una sola notte, quella del 9 novembre 1989, il popolo abbatté il muro.

Molte famiglie si riunirono, i bar vicini al muro iniziarono ad offrire spontaneamente birra e si percepì un’aria festa e libertà. La Germania dichiarò l’unificazione solo il 3 ottobre del 1990, anno in cui furono anche tenute le prime elezioni libere della Repubblica Democratica Tedesca.


Nel 1989, anno delicatissimo, ci fu solo una cosa in grado di unire davvero Berlino: la musica Techno. Questa, infatti, aiutò a legare due popoli, tenuti divisi per anni, non solo tra di loro, ma anche separati da qualsiasi forma d’arte, tra cui la musica.



Quattro mesi prima della caduta del muro, venne organizzata la prima Love Parade: il 1 luglio 1989 gli ideatori Matthias Roeingh (meglio conosciuto come Dr. Motte), musicista e dj berlinese e Danielle de Picciotto, all’epoca sua compagna e artista, riuscirono a portare lungo la Kurfürstendamm, viale della Berlino Ovest, più di un centinaio di persone al ritmo Techno. Un’automobile e un generatore erano i soli strumenti usati per portare una carica di euforia e trasgressione. Il tema della prima edizione della Love Parade era Friede, Freude, Eierkuchen (letteralmente pace, gioia e frittelle), che in tedesco è un’espressione che viene usata per definire l’atteggiamento di qualcuno che ignora i problemi, piuttosto che risolverli. Da allora la Love Parade è diventata l’appuntamento fisso a Berlino e in altre città nel mondo in grado di riunire milioni di persone sotto il ritmo dei repetitive beats.

Se nella parte occidentale di Berlino si costruirono i primi club in seminterrati bui, piccoli e sporchi con una luce a strobo e due casse, nella parte Est la musica elettronica non era concessa, i giovani si procuravano i dischi illegalmente ed erano costretti a coltivare la loro passione per la Techno di nascosto. Nella Berlino riunificata, questo nuovo genere importato da Detroit, uscì dagli scantinati e la capitale tedesca divenne un enorme amplificatore capace di emanare suoni Techno. Nel libro Covert Culture Sourcebook, Richard Kadrey dichiarò che secondo lui “al centro non accade mai nulla, giacché le cose più interessanti provengono sempre dai bordi. Quando due bordi s’incontrano, scaturiscono scintille. Altre volte, se sono particolarmente bollenti, i bordi fondono, creando qualcosa di nuovo e di strano: un mostro speranzoso…”.

Quando cadde il Muro di Berlino, si presentò in qualche modo la stessa situazione creatasi a Detroit: i sovietici della Berlino Est lasciarono la città, abbandonando fabbriche, uffici statali, edifici pubblici al degrado. Nacquero spazi per poter dare libero sfogo alla rabbia depositata nell’animo del popolo, vittima di soprusi e abusi di potere per anni, e si cominciò a suonare nelle aree della città abbandonate dall'amministrazione sovietica. Un esempio su tutti è il Berghain, il club Techno più famoso al mondo che non a caso è situato in una ex centrale elettrica abbandonata della Berlino Est. Il nome Berghain deriva dalla fusione dei nomi dei quartieri dove la ex fabbrica si trova, KruezBERG e friedricHAIN.
La Techno rese il popolo coeso, ma soprattutto consapevole che con questo potente strumento si potevano abbattere molti altri tipi di muri: disuguaglianze, discriminazioni verso minoranze, omofobia e razzismo. La Techno fece da sfondo a un nuovo contesto politico, la sua energia pura diede la forza ai cittadini, la sua magia aiutò a costruire e anche immaginare un futuro migliore.


Nel frattempo a Francoforte crebbe di fama il proprietario della discoteca Omen, oggi chiamata Cocoon: si tratta del dj Sven Vath, che unì tutta la Germania sotto i suoi leggendari dj set lunghi 24 ore.
Marco Mancassola descrisse la Techno come “musica del neoproletariato di massa negli anni ’90, anche, e semplicemente, perché era economica (sia da produrre che da fruire - addirittura gratis nei rave illegali). Una musica che sembrava fatta per robot proprio come si sentiva, sempre più deprezzata e sostituibile sul mercato del lavoro, la gioventù del tempo. Però robot romantici, robot pieni di sensazioni, stimolati dalla portata drammatica di quella musica. Macchine sentimentali.


Iniziò così l’inesorabile sviluppo della Techno in Europa grazie a Berlino che diventò e vanta tuttora il primato di capitale del ritmo ripetitivo. Nacquero le prime vere discoteche Techno e crebbe la voglia di esplorare questo nuovo genere musicale, tanto che molti, compresi punk, gay, ma anche poliziotti e ex soldati, si riversarono nel genere. Nel libro di Felix Denk e Sven von Thulen, giornalisti e produttori dj, “Il suono della famiglia” , si evidenzia l’importanza che la Techno avrebbe rivestito nel processo di unificazione di Berlino: “Persino i poliziotti ballavano insieme a noi… Nella scena punk questo non sarebbe mai stato possibile. Sentivamo che nessuno poteva fermarci”.