Da Chicago a Londra - A cura di Bianca Bosatra

Se la Techno music si fa strada da Detroit a Berlino, nello stesso momento l’House, figlia anche lei dell’Electronic Music, parte da Chicago per arrivare in Europa. Siamo sempre negli anni ’80 quando nel leggendario club dell’Illinois Warehouse, il dj resident Frankie Knuckles, comincia a suonare House Music, tanto da essere considerato “The Godfather of House”. Altro massimo esponente è Dj Pierre, che con Spanky e Herbert J, forma il gruppo Phuture. Questi tre dj vantano di aver sperimentato nuove sonorità, di aver sovrapposto suoni diversi tra loro e di aver creato un vero e proprio sottogenere dell’Electronic Music, l’Acid House. Mantenendo pur sempre una base House, lavorano sull’inserimento di risonanze ipnotiche e, appunto, acide, combinando i repetitive beats allo psichedelico. La loro vera chiave di successo è la registrazione nel 1987 dei primi singoli Acid al mondo, chiamati Acid Tracks (https://www.youtube.com/watch?v=JCUPc9zVfyo).

Intanto, nello stesso anno, i più importanti dj di origine americana di House Music, come Frankie Knuckles, Jefferson, Adonis e Larry Heard esportano in tour mondiali il loro genere, che viene apprezzato in particolar modo sull’isola di Ibiza e in Inghilterra, spianando la strada al contagio europeo dell’Acid House. È così che gli inglesi entrano per la prima volta a contatto con il neogenere e iniziano non solo a gradirlo ma a seguirlo, cercarlo in tutte le sue forme e trasformandolo in una passione. Berlino è la Techno, Londra è Acid House. Con l’uscita delle prime tracce dei Phuture, nel 1987 scoppia una vera e propria mania per l’Acid in Inghilterra, suonata nei raves e costruita attorno al forte consumo di ecstasy. Alla fine degli anni ’80 dj come Paul Oakenfold, Johnny Walker, Danny Rampling e Bomb The Bass sono già i protagonisti nella scena Acid londinese. L’estate del 1988 passa alla storia con il nome di “The Second Summer Of Love”: il caldo, la voglia di divertimento, la voglia di sentirsi liberi, la voglia di svago portano all’organizzazione (o improvvisazione) di infiniti raves all’aperto, in cui l’Acid diventa un’imprescindibile presenza. Le feste illegali di questo anno rivoluzionano il concetto di Electronic Music per le generazioni più giovani, soprattutto perché per la prima volta si verifica un distacco dalla musica punk, che richiede un certo coinvolgimento politico. Una delle conseguenze dell’estate dell’88 è il drastico aumento del consumo di ecstasy, ma anche di LSD tra i giovanissimi.

Il simbolo dell’Acid House è uno smile psichedelico, oggi riconosciuto come un’icona ancor prima di simbolo, che rappresenta e raccoglie in un semplice disegno il periodo dell’affermazione dell’Acid. Questo smiley, creato da Cymon Eckel e Andrew Weatherall, è rimasto la bandiera del genere musicale e di una generazione, tanto che oggi il simbolo è ripreso e visibile nei luoghi dei repetitive beats, un esempio è quello della dj Nina Kraviz che ha modificato lo smile sostituendo gli occhi con le sue iniziali N e K, facendolo diventare il suo marchio.
L’Inghilterra è nel mezzo di un complicato momento storico quando l’Acid House si afferma: si tratta del cosiddetto Thatcherism, dominato in politica dal partito conservatore e appesantito da una crisi economica e sociale. In un clima così malsano, è facile soprattutto per le generazioni più giovani criticare e denunciare duramente il governo, protestare contro i meccanismi di una società così inflessibile. Persino le manifestazioni di piazza vengono represse con le più violente cariche della polizia. L’unica cosa che sembra in grado di capire fino in fondo i giovani e di alleviare il disagio è la musica, in particolar modo l’Acid House. Nei raves, quando il genere è suonato, i suoi beats sono in grado di proporre una via di fuga dalla realtà e di trasportare i partecipanti in un mondo utopico. Infatti il segreto del successo dei raves sta proprio in questo: sono i soli a portare colore nel buio della quotidianità, offrendo un posto de-politicizzato, seppur inesistente e idealizzato, in cui non esistono limiti, regole o leggi. Cymon Eckel a questo proposito dice: “I suppose you could say that maybe people wanted to escape the negativity of politics at the time, or that they'd just given up”.
















Boy's Own è un giornale londinese che alla fine degli anni ’80 pubblica articoli e storie che riguardano questo mondo utopico creato dalla dance music: "Boy's Own is all about peace, love and having fun". Certo è che questo giornale sostiene l’Acid Music e sprona a non giudicare, seppur con leggerezza, ciò che sono i raves. Chi, invece, cerca di porre fine a questo fenomeno è il governo inglese, che dichiara guerra all’Electronic Music, alle feste illegali e al consumo di ecstasy. La Thatcher inizia già nei primi anni 90 un'ampia propaganda contro l'Acid House e contro i suoi raves denunciandone i pericoli e le sregolatezze. Insieme a lei, tutti i media fanno il possibile per screditare il genere musicale. Gavin Watson affermò che i mezzi di comunicazione di massa "caught with pants down, the media when it came to rave and Acid House, one paper reported finding 'ecstasy wrappers' littering one-party past the dancefloor. Their attempts at propaganda were just laughable, we laughed at the government.



Questo ostracismo ritrae i raves come feste pericolose, dove l’abuso di alcol e di ecstasy portano solo a registrare vittime. Secondo la polizia, i raves non possono essere più tollerati e dunque considerati semplice divertimento, ma devono essere condannati come attività rischiosa e inaccettabile per la società. Per porre fine a questo fenomeno musicale e sociale, nel 1994 Margaret Thatcher emana il "Criminal Justice Act", una legge che intende indebolire il fenomeno degli Hooligans e in particolare mira a bloccare la crescita dell'Acid House, a proibire i raves e fermare i "repetitive beats of Techno", proprio come li definisce lei. La legge riduce alcuni diritti per aumentare le pene per gli "anti-social behaviors". Nonostante le misure prese dal governo, è ormai impossibile fermare il fenomeno dell'Electronic Music. Eckel dichiarò che "where Thatcher created that dearth of culture with her policies, and filled the streets with high brands, conformity and mundanity is what you got young kids looking to fill that void, which can be only be a good thing. The battle of the beats was apparently won!”