Satira d'annata - A cura di Massimo Presciutti



Questo è un articolo che non fa il punto sulla situazione della satira in Italia, in Francia o nel mondo. Ricordo un fumetto che sottoscriverei se fossi un caricaturista, ovvero, come si fa a passare la propria vita a disegnare la faccia dei politici? Punto primo quindi: si può fare satira politica senza parlare dei politici, se non sporadicamente. Così succede al bambino che vede il re in mutande. Sicuramente il meno informato sulle manovre di corte e sulle lotte diciamo così politiche sotterranee del palazzo. La satira è quella che viene fatta contro il potere da chi il potere non ce l’ha. La satira è ribellione che non ha come fine il sostituirsi a ciò contro cui si ribella. In questo, Guareschi e Pasolini, lontanissimi tra loro così come da me entrambi, avevano individuato gli infidi umani nei ribelli sostitutivi, quegli schiavi che non avendo una visione diversa delle cose vogliono semplicemente sostituire il padrone. Costi quello che costi. La violenza più brutale e bestiale troverà sempre anime candide che ne distilleranno le buone intenzioni impeccabilmente. Fino a entrare nei labirinti cerebrali o dell’anima degli assassini alla ricerca del loro Minotauro. In fondo il labirinto, soppresso il Minotauro, non è che un bel palazzo dove insediarsi con la propria famiglia, colonna portante della società.




I disegnatori di satira hanno pagato fino ad ora con l’esilio o la morte il loro linguaggio. Se il fascismo mandava in esilio, il politically correct uccide, è il mandante di disperati ed emarginati a cui viene indicato, come colpevole, il bambino della fiaba di Andersen. Arte astratta o arte figurativa? Il problema viene superato dal fatto che il disegno è la realtà quindi se un disegno ti offende tu sei legittimato a dare un cazzotto a chi l’ha fatto. Personalmente se penso al disegno, penso agli scarabocchi dei bambini e tutta l’arte contemporanea infatti parte da lì. Ma quanto può l’ insostenibile leggerezza dell’essere sostenere così detti pianeti che girano intorno a ogni cosa che in realtà sono solo palle pesantissime di piombo? Non sono le culture diverse a dover convivere, dovrebbero essere gli esseri umani a convivere. Le conquiste sociali e civili non possono essere cancellate, anche quando vengono sconfitte. Nel nuovo ordine restaurato all’inizio del XXI secolo si conservano le idee pacificamente rivoluzionarie degli anni sessanta così come Victor Hugo aveva scritto ne I miserabili a proposito del periodo rivoluzionario e napoleonico che diventò comunque parte integrante della restaurazione del 1815.




Proprio perché nessun essere umano dovrebbe bramare di andare al posto di qualcun altro per esercitare un identico potere il linguaggio dell’humor non apre dibattiti. Può essere un pugno nello stomaco (Cavanna) o può stimolare la riflessione, in nessun caso invita al duello delle talk televisive. Una canzone si ascolta, un’opera visiva si legge. L’opera dannata è semplicemente d’annata, ovvero fruibile e godibile nei secoli, in contesti diversi, in quanto non è una parte di dibattiti divenuti incomprensibili nello spazio di qualche anno bensì è anima individuale che ha la stessa morfologia nell’Odissea, nella Divina Commedia, nel Don Chisciotte, nei Miserabili. Per questo chi invita i satirici ad essere più chiari per non creare malintesi rischia di scambiare l’incerta comprensibilità del presente con la sicura incomprensibilità del passato e una insicura mobilità verso il futuro cui tutti siamo, in ogni caso, coinvolti.





La lancinante pesantezza del conflitto ha ormai come fine l’abbattimento di ogni pensiero che voli leggero avendo trovato un linguaggio esatto quel tanto da rendersi comprensibile . Incasellare, cioè mettere in una cassa. Certa gente è infetta ma è proprio l’infezione che attrae i loro simili perché è l’unica prova di un piacere non provato, in linea con il peccato originale, e non solo quello di tipo religioso. Il tragitto che va dall’esilio alla condanna a morte ha tutta l’aria di sfociare nell’utopia negativa descritta da H.G. Wells nel racconto Il paese dei ciechi. La satira e lo humor (che annidandosi nei posti più impensati possiamo paragonarli a un virus informatico) saranno totalmente rimossi da ogni programma. Il riso, che è anche apertura, della bocca e del cuore, che fa buon sangue, nella società attuale, è tabù. A meno che non faccia parte dei Programmi in quanto Antivirus.




Ridere fa bene alla salute, intendendo con ciò la sanità mentale, che certamente è altro dall’adesione alla morale, pur potendo benissimo avere dei casuali punti di contatto. Così come il riso da iena e il pianto da coccodrillo (senza offesa per le iene e i coccodrilli, splendide metafore), emergono sempre più spesso in articoli, libri e prese di posizione condivise che hanno come base comune l’odio per la vita. Propria o degli altri (l’unica divergenza che possiamo notare seguendo tali correnti di pensiero). In Flatlandia (1884) la configurazione viene usata per spiegare l'inutilità della lode e del biasimo in quella società utopistica. Come dice il proverbio "Chi nasce tondo non muore quadro". È il politically correct, che non ha niente di politico e niente di corretto, che non è discreto e che è assolutisticamente discrezionale.