Educazione motoria: disciplina indispensabile o momento ricreativo? - A cura di Stefania Iacobelli


Sull'importanza dell'educazione motoria probabilmente si è tutti concordi, almeno come linea di pensiero, nel sostenere che sia disciplina fondamentale sin dalla scuola dell'infanzia per lo sviluppo armonico della personalità del bambino.
Sorgono delle perplessità però, su questa encomiabile comune opinione, quando dalle indagini fatte su un campione rappresentativo (delle scuole italiane) circa il valore e lo spazio che la scuola attribuisce a questa disciplina, si evince che il nostro Paese è ultimo nelle attività sportive praticate a scuola. In Italia emerge, così, che lo sport è riservato a "pochi", mentre "molti" lo seguono in TV.
Se, da un lato, è vero che la scuola non deve allevare piccoli campioni, né dedicarsi a chissà quali imprese sportive, è pur vero che le ore di educazione motoria, molto spesso, sono considerate attività subalterne ad altri apprendimenti, momenti di evasione da una scuola prevalentemente seduta.
È indubbio che tale collocazione (mi riferisco all'ultimo posto in classifica) è allarmante e, perchè no, anche deludente, se si pensa a come sono espliciti i riferimenti, sull'importanza dell'educazione motoria, espressi dai Programmi di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Per esempio, nei Programmi dell'ormai remoto 1985 della scuola elementare, e ulteriormente negli "Indirizzi per l'attuazione dei curricoli" del più recente 2001, viene evidenziata l'importanza della corporeità e della motricità, intese come elementi portanti dello sviluppo della persona nei diversi aspetti che lo caratterizzano, da quello puramente morfologico-funzionale a quello relazionale, comunicativo, operativo e cognitivo.
Pertanto l'educazione motoria entra, a pieno titolo, a far parte della progettualità della scuola primaria, rispondendo a una basilare esigenza di cultura che ha assunto nuovi significati di corporeità, movimento, sport, e ponendo al centro dell'attenzione la presa di coscienza del proprio corpo, irriducibile a entità meramente fisica e inteso, piuttosto, come espressione della personalità e come condizione relazionale, comunicativa, espressiva, operativa della persona stessa nel suo realizzarsi.
Il valore del corpo è uno dei temi pedagogici, se non l'unico, verso cui tutti gli altri tendono, proprio perchè alla pari degli altri linguaggi si pone come oggetto di apprendimento formativo nel quadro di una completa alfabetizzazione culturale. Infatti, ciò che distingue l'educazione motoria da una educazione semplicemente "fisica", è la significatività del potenziale comunicativo ed espressivo del movimento come linguaggio.
L'attività motoria si inserisce in un contesto più ampio qual è l'ambito disciplinare linguistico-espressivo, cioè tra tutti quei linguaggi che, pur avendo specificità proprie, si integrano per offrire una più completa ed esauriente possibile formazione del bambino.
L'educazione motoria, così intesa, ha in sé un altro importante significato: quello di favorire la socializzazione. Le lezioni di educazione motoria, all'interno della scuola, infatti, rappresentano un ulteriore rafforzamento del rapporto tra insegnante e allievo e tra gli stessi alunni, grazie alla naturale giocosità delle situazioni che si vengono a creare; non è utopico pensare che attriti, difficoltà, incomprensioni, possano essere in parte superati in un clima diverso dell'aula scolastica ma sempre all'interno della stessa scuola come luogo di apprendimento e socializzazione.
Il gioco, quindi, e il gioco del movimento in particolare è il nucleo generativo di tutta l'attività motoria di cui la scuola deve farsi promotrice. È importante pensare e realizzare attività ludiche in tutte le forme e modalità, tenendo chiaramente conto degli obiettivi che si intendono perseguire e facendo in modo che il gioco "uno contro tutti" evolva via via nel gioco a coppie, a piccoli gruppi fino al gioco di squadra in modo da favorire le prime forme di cooperazione.
Se conseguire una base motoria più ampia possibile costituisce l'obiettivo fondante dell'educazione motoria nella scuola, intendendo per educazione motoria quel repertorio necessario di capacità consolidate e affinate che presiedono al controllo del corpo, alla organizzazione dei movimenti, alla socializzazione dove imparare a saltare, correre, flettere, inclinare, è importante quanto apprendere a parlare, a scrivere, a percepire e a distinguere i suoni, allora, l'educazione motoria diviene, oggi più che mai, una prospettiva da non disattendere.