Non ci posso credere - A cura di Massimo Presciutti


Oltre la crisi di astinenza



La mia rogna per un cavallo 

Il fallimento della fratellanza è dovuto alla crescita esponenziale di benefattori che sono passati dal decoro alla volgarità nel lasso di tempo brevissimo a cavallo degli ultimi secoli, con una duplice conseguenza. Da una parte il disprezzo arrogante e violento verso chi non ha bisogni impellenti e dall’altra, l’aspirazione al raggiungimento democratico ed eterno di un potere che raccolga i voti di una nuova classe sociale formata da benefattori e beneficiati. Gli oggetti sono ancora saldamente in sella e non vedo cosa sia cambiato da un articolo di Russell Lyness, Things are in the saddle, Horizon, A Magazine of the Art, Winter 1969, Volume XI n. 1. L’indice di progresso è misurato dall’innalzamento della qualità della vita la quale, naturalmente, è misurata primariamente dagli oggetti – frigoriferi, vestiti, automobili, case, mobili – non dall’educazione, dalle parole, o dalla salute (Translated by the author). Stando così le cose la partita dell’eguaglianza è assolutamente truccata.


Il successo si riproduce generalmente per partenogenesi come il pesce sega


Gli svizzeri bucano il formaggio e gli indiani le scarpe, nel villaggio globale si buca lo schermo

Non è la correttezza che va considerata e valutata, bensì il contesto in cui tale correttezza viene esercitata. La correttezza interiore tende all’armonia in ogni caso al di là del linguaggio usato, anche volgare e blasfemo (vedi linguaggio satirico) là dove la correttezza meccanica della disciplina, quando non strettamente eccezionalmente necessaria (il semaforo, il check in, la password, le prescrizioni mediche, per esempio), tende a società folli e autoritarie, come dimostrano memorabili insensati balletti coreografici visibili da lontano dove la moltitudine annulla il singolo per dar luogo a ricche scenografie di massa più o meno semanticamente povere di cui personalmente, come milioni di altre persone, avrei fatto e farei a meno.


Siamo sull’orlo del Baratto



Sapere di non sapere né leggere né scrivere

La guerra di cui tanto si parla oggi è una coreografia con attori che si ammazzano sul serio tra danze balletti e vestiti variegati. Napoleone che schiera i suoi a Waterloo, dalla ricostruzione che ne fa Victor Hugo nei Miserabili, fa pensare a un allenatore di calcio in azione durante una finale di Campionato del Mondo. Le comunicazioni di massa che alternano fatti di sangue accaduti a pubblicità demenziali già di per sé ben sintetizzano il conflitto sottilissimo tra gli oggetti e ciò che questi vengono a significare. In altre parole: come si fa a spiegare o a far capire in qualche modo che la povertà non è una mancanza ma un’eccedenza di fiducia immotivata che, come un serpente che si morde la coda, diventa fondamento della mancanza stessa? Perché si deve spiegare? Dove? A chi? Come? Le peggiori carestie non sono da attribuire alla mancanza di cibo ma alla penuria di risorse da parte dei più deboli per procurarselo, senza l'attivazione di soluzioni adeguate da parte delle istituzioni preposte (Globalizzazione e libertà - Amartya Sen, A cura di Stefania Iacobelli, Metropolis zero - http://www.metropoliszero.com/2016/04/globalizzazione-e-liberta-amartya-sen.html)



Successo per successione


Le spie lavorano a vita

Soprattutto come reagire senza essere reazionari? C’è un solo modo ed è lo humour, qualcosa di molto pericoloso a dire il vero. Lo humour è una strada in salita che comprende due tappe: incredulità e dissolvenza (per quest’ultima idea si veda Lina Zecchi, La dissolvenza Beat: Gli anni sessanta e il pop riscoprono l’elusività. L’elusività e l’elasticità dei mass media. Si sgretola così la generazione bruciata anni Cinquanta, la maschera tesa rock che ha dominato incontrastata nella precedente stagione dei miti duri – sta in Roberto Antoni, Il viaggio dei cuori solitari – Un libro sui Beatles, Edizioni Il Formichiere, Milano 1979). Lo humour, terza tappa, è senza via di scampo e, seguendo ancora un’idea attribuita a Russell Lyness , se non si riesce a ridere, per esempio, di un insulto alla terza tappa, dopo aver fallito con gli strumenti messi in gioco nelle due tappe precedenti , probabilmente ce lo siamo meritato. Tale idea d’altra parte è in circolazione, basta saperla cogliere (si segnala Svanire è esistere, il segreto degli Etruschi, La lettura del Corriere della Sera, n.244, Domenica 31 luglio 2016), è tutt’altro che debole avendo la forza interiore della satira, Satura tota nostra est, diceva Quintiliano, riferendosi alla satira come uno dei rari generi non importati dalla Grecia. Anche gli Etruschi, come la satira, si rivelano oggi tutti nostri (Livia Capponi, Lo dimostra la genetica: non vennero dall’Asia, La lettura del Corriere della sera, stesso numero citato sopra).


Una mancanza tira l’altra



Strappo muscolare con cura

Alcuni analisti dell’era contemporanea provenienti dalle più importanti istituzioni culturali pubbliche e private di nazioni raccolte sotto l’egida di un’alleanza intra - nazionale appositamente fondata a scopo specifico, hanno prodotto un documento dove si dichiara che la coppia di fatto tra la furia omicida e il quieto vivere venga legalmente riconosciuta. Per accontentare i passatisti, comunque, l’Atto finale sarà redatto da una cooperativa di amanuensi.


Al di sopra della spiritualità i palloncini scoppiano

La verità tanto più è viva quanto più è provvisoria

Sul pianeta Terra, che sta entrando nella Terza Era, si assiste a un fenomeno mai avvenuto prima per quanto memoria cosmica riecheggi: il giovanilismo senile speculare alla senilità giovanile. Grande l’imbarazzo dei botanici che di fronte a un inclassificato sempreverde, non sapendo se si tratti di una situazione di passaggio o definitiva, non sanno come inventariarlo, con le conseguenze che si possono immaginare sugli sponsor e di conseguenza sulle oscillazioni del mercato finanziario.



Siamo alla frutta biologica


Amarsi senza amalgamarsi