OMUNCOLI PLANETARI - A CURA DI MASSIMO PRESCIUTTI


APERTURE A NOVANTA GRADI DI PAURA




Affogare nell'egoismo altrui non garantisce l’altruismo 

Anche nella città più bella del mondo scese il fango, o forse emerse, sta di fatto che mi chiedo come sia stato possibile che l’alluvione spazzasse via tante belle cose, oggetti – lettere della lingua della vita, dimora appena messa in cantiere, preziosa. Preziosa quanto fu il lasciare i lari seguendo il cammino per tuffarsi nel corso della corrente, invece di restare fermi per esserne consumati lentamente. L’uomo nero incappucciato nel lutto è sulla strada, borsa a forma di cuore che l’omuncolo solito ignoto evaso da qualche bottega d’alchimista sottrae con un’abilità fermata nei secoli attraverso un’immagine che coglie l’attimo del flusso temporale e che, manifestandosi, rende lo stesso attimo infinito. L’omuncolo che segue non è un seguace, è il ladro di soldi, sterco secondo Freud, che potrebbero però ritrasformarsi negli oggetti originari qualora il lavoro in corso degli alchimisti di Laputa (l’isola volante degli scienziati pazzi che troviamo ne I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, Dublino 1667 – ivi 1745), nella cui bottega tornerà l’omuncolo portando il bottino nascosto nel cuore rosso, vada a buon fine. Il misantropo di Pieter Bruegel il Vecchio (Breda 1525 / 30 – Bruxelles 1569), Tempera su tela, cm 86 x 85, icona depositata al Museo Nazionale di Capodimonte, mette in scena un attimo irripetibile e per spiegare l’infinito si dovrebbe parlare degli infiniti attimi documentati da infinite opere d’arte nel mondo.


CONTRATTI A TEMPO DA PERDERE INDETERMINATO




Il vuoto di memoria dell’amante colto da un lapsus

Misantropo perché lebbroso, rifiuto già differenziato, rientra nel ciclo rotondo della vita avendo perso la linea ferroviaria del Presente, proprio nel momento della distribuzione dei presenti. Non più opera scientifica e letteraria, affresco trecentesco, trattato filosofico da confutare nel momento del bisogno, soltanto un fumetto. Neanche di quelli raffinati senza parole e nemmeno quelli con i personaggi che parlano con i balloon, una semplice immagine con didascalia adatta agli analfabeti delle forme: «Poiché il mondo è così infido / Mi vesto a lutto». Ciò che ricordo è un tacchino con sulle spalle un corvo, sempre che il tacchino abbia le spalle. E poi un nome e poi il risveglio. Essendo la morte del tacchino una caratteristica del Natale, si fa largo il sospetto che nascere è una bella bega. Come l’incappucciato di Brueghel non mi fido, in effetti qualcuno qualche anno dopo mi dirà di non fidarmi, o forse mi era già stato detto qualche anno prima. Ricordo queste camminate un albero dopo l’altro, omicida del tempo, impossibile fossi io eppure ero io. Ero entrato nel vuoto, un’esperienza nuova. Invece del mantello nero di tipo medievale dovevo procurarmi una tuta da astronauta e cominciare gli esercizi opportuni. Mi adeguavo all'opportunismo imperante preferendolo a quello soggiacente, non accettavo mele né soprattutto peroravo pere. Potevo benissimo parlare in terza persona ma diffidavo della seconda che avrebbe dovuto tenere in collegamento la prima e la terza. Comincio a rendermi conto del borsaiolo che mi sta alle calcagna e, applicando scorrettamente la legge freudiana del contrappasso, metto direttamente merda al posto dei soldi che la simboleggiano.


DISEGNARE NELLA STESSA ACQUA DOV'È STATO GETTATO IL SASSO




Nessuno ha mai sbarcato sulla Luna né tanto meno ha scoperto l’America

Lo storico dell’arte americano John Canaday (1907 – 1985), del Kansas, in un numero della rivista Horizon. A Magazine of the Arts (Winter, New York 1967 / Volume IX , Numero 1), la cui stessa copertina è dedicata a I cacciatori nella neve (1565, particolare), ci lascia un profondo saggio, Bruegel. Through his rolliking pictures of paesant life shines a sober philosophy of man’s place in nature. In effetti l’allegria, la gioia di vivere, il cambiamento delle stagioni e tutte le belle cose della vita si ritrovano espresse, in Bruegel il Vecchio, a un livello di empatia e di bellezza difficilmente raggiungibili nel'arte. Il legame armonico tra gli esseri umani è descritto e ricreato come si trattasse di una composizione musicale. Si sente il caldo e il freddo, il sapore e l’odore. L’empatia ha facile gioco di fronte all'incanto del pittore fiammingo, incanto privo di magie religiose ma dove si intravede l’anima. Ma ecco che il vuoto scese, o forse emerse, come un anfiteatro romano ancora nascosto alla luce, come Le strade di notte di Giorgio Gaber (1961). Il critico tedesco Max Friedländer, Berlino 1867 – Amsterdam 1958) ne Il misantropo (1568) ha letto il superamento, da parte dell’Artista, dell’ «horror vacui delle prime opere gremite di figure» (Arturo Bovi, Bruegel, Sansoni, Firenze 1970). Ecco la Solitudine, bella come l’omonima canzone di Georges Moustaki del 1969, la signora amata dagli artisti, ma molestata violentemente dai possessuali del post sesso. 


RAPTUS INTERRUPTUS IN PRIGIONE SENZA PASSARE DAL VIA



Promozioni in ordine sparso di basso profilo e di minimo comune dominatore

Così John Canadian a proposito del bizzarro piccolo ladro nel globo di vetro che tampina il nostro incappucciato in The Cripples (Il misantropo): «The odd little thief in the glass globe is a symbol of vanity». La vanità è invincibile, fortunatamente si vince da sola. Il passaggio da globo di vetro a bolla di sapone è davvero breve, d’altra parte tutto il genere umano nasce da una fragile placenta bolla e non da un rigido globo di vetro. Dal vuoto si rinasce, piano piano si collezionano attimi blu, rosa, rossi che colorano i Giorni travestiti da giorni, bellissimo titolo di un romanzo, di Vittorio Sermonti (Roma 1929 – ivi 2016), Feltrinelli 1960. L’immagine della copertina gialla sul mio umore nero contribuiva molto al ristabilimento dell’equilibrio interiore. La bile gialla (cholera) è apportatrice di estate, fuoco, caldo e secco, irritabilità e arditezza (Massimo Centini, Fisiognomica. Nei segni del volto i destini dell’uomo, Como 1999). Il giallo sul nero, inoltre, rappresenta il massimo contrasto. Riscopri il mestiere, lo aggiorni, lo metti a giorno, infatti il nero piano piano torna ad essere semplicemente un elemento tra gli altri elementi: il rosso dell’infanzia, il giallo della gioventù, il verde della vecchiaia. Volevo raccontare una sensazione e io stesso non sapevo come l’avrei raccontata. Volevo essere scientifico e non parlare di me. In effetti ripercorrere la propria storia vuol dire incontrare tanti personaggi, è interessante per esempio quando io stesso mi ritrovo nel globo di vetro a cercar di rubare la conoscenza. Con nessun danno d’altra parte, è noto che la conoscenza si può prendere e anche rubare senza che il derubato si senta diminuito della sua. La conoscenza è una cosa seria, come l’umorismo, la vanità prende il peggio di ciò che la conoscenza può offrire anche se poi «dal letame nascono i fior» (Fabrizio De André, Via del campo, 1967). 


IL FUTURO GUARDA CIÒ CHE UN DÌ FU MATURO



L’ignoranza virtuale non è una virtù figurarsi quella effettiva

L’APPPC (Associazione Più Politica Più Cultura) ha istituito un premio nazionale di orientamento aperto a tutti i cittadini con diritto di voto. Il premio sarà garantito al 65% dei partecipanti e infatti si chiamerà Premio di maggioranza

La dichiarazione dei redditi fin dalla prossima scadenza sarà più leggera. Rinunciando alla pausa cappuccino nel posto di lavoro svolto a titolo gratuito, all'accoppiata volgarissima pane e lavoro contraria a ogni canone della nouvelle cuisine, all’ Ultima Cena del povero Cristo perché c’è chi sta molto peggio, ritroverete la silhouette del vostro ventennio preferito. 

 «Applicando alla lettera la teoria della prospettiva rinascimentale risultante dagli assi cartesiani combinati in modo tale da ottenere la piramide rovesciata, la Direzione scientifica della più importante istituzione culturale della città è stata assegnata all'Ultima Ruota del Carro, discendente dell’emergente casata del Carro» (dai giornali). Finalmente le cose cominciano a girare nel modo giusto. 

 L’aneddoto del padre che, per dimostrare ai figli che l’unione fa la forza, prende un piccolo bastoncino e lo spezza e poi fa un fascio di bastoncini e quelli, una volta uniti, non si spezzano più, è stato stigmatizzato nei nuovi Programmi Scolastici sia come apologia del fascismo che come apologia del comunismo. Mancavano i populisti e ora siamo a posto davvero.


PATRIMONIO DELL’UMANITÀ E NON SOLO



Anche gli autori dei geroglifici per qualche millennio sono stati artisti incompresi 

Finalmente anche nel calcio passa il volontariato. A partire dai giocatori della Serie A fino a quelli che giocano nel piazzale davanti alla chiesa del paese, non saranno più puniti i falli volontari ma soltanto quelli involontari. 

Un pensionato ha contratto una malattia assolutamente sconosciuta. I sintomi sono funesti e impediscono al soggetto una normale vita sociale senza parlare della coltivazione delle amicizie. «Il paziente» riferiscono i medici dell’ospedale dove è stato ricoverato «ogni cinque secondi, alternativamente, scoppia in grossi pianti e in grasse risate emettendo in entrambi i casi sgradevoli ululati e guaiti simili tra loro». Grazie a un giovane ricercatore rimasto in Italia per sciopero dei mezzi pubblici, è stata fatta una diagnosi talmente precisa che al Ministero Competente stanno già prendendo delle misure. Il soggetto, essendo in pensione, non si limitava a tenere la televisione accesa contribuendo al conteggio dello share, la guardava veramente, specialmente tutti i telegiornali. Il ricercatore ha voluto indagare, con la freddezza dello scienziato, la struttura dei telegiornali. È così emerso che ogni cinque secondi si passa, da una notizia ridicola a una atroce e viceversa fino a formare un batterio killer della lunghezza temporale del telegiornale stesso. Le opposizioni chiedono chiarimenti. 


SONO TROPPI COLORO CHE RIPONGONO TUTTO NELLE CREDENZE




Il ridere nasce internamente chi è fuori non c’entra niente 
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