Geo Bogza: Storia del verbo, una traduzione inedita - a cura di Alexandrina Scoferta




Geo Bogza, sconosciuto in Italia, è stato un poeta dell'avanguardia rumena vissuto tra il 1908 e il 1993. Dal tragico destino individuale, accusato di "pornografia" anche da alcuni suoi colleghi poeti, è stato condannato alla prigionia ben due volte. La raccolta incriminata era Poemul invectivă del quale esso stesso disse: "Se è pornografico dipingere una donna nuda in una posizione lasciva, allora la mia raccolta è una donna scuoiata viva in un laboratorio di dissezione dove ci sono altri cadaveri femminili con le viscere in bella mostra. (...) Non è pornografia Poemul invectivă, non è un attentato alle buone maniere. È un attentato all'ordine e al conforto spirituale della gente."






STORIA DEL VERBO


<<Leghiamolo>>, pensammo, <<Leghiamolo>>.
Ma non sapevo come fare
ché non bastava la corda.

<<Leghiamolo>>, dicemmo, <<Leghiamolo>>.
Ma ci rendemmo conto
Che lo steccato era marcio.

<<Leghiamolo>>, ci accingemmo, <<Leghiamolo>>.
Ed ecco vedemmo
Non avevamo chi.




POVESTEA VORBEI


« Să-l legăm », ne gândeam, « să-l legăm ».
Dar nu ştiu cum se face
Că n-ajungea frânghia.

« Să-l legăm », ziceam, « să-l legăm ».
Dar am băgat de seamă
Că gardul era putred.

« Să-l legăm » ne-ndemnam, « să-l legăm ».
Când iată că văzurăm
Că nu aveam pe cine.


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